Si parla spesso di quanto siano discriminate certe categorie più alla moda, su tutte quella degli omosessuali. Questo solo perché c’è un’intera classe politica che li ha presi di mira, con la benezizione di tutti i più imponenti apparati religiosi del mondo. Ecco, a mio avviso questa è discriminazione da parte di questa categoria così discriminata, gli omosessuali, ai danni di altre categorie meno discriminate, e quindi più trascurate.

La discriminazione è strana, perché non è sempre frutto di una carttiveria esplicita, come accade per esempio col razzismo. Credo che il più delle volte nasca solo dall’ignoranza: chi non è discriminato non si rende conto che c’è qualcuno diverso da lui che non gode dei suoi privilegi. Certo, se poi questa persona è un politico che imposta tutta la sua campagna sul mantenimento dei privilegi della classe dominante a svantaggio della minoranza discriminata, allora no: quella è una persona cattiva. Come effetto secondario procura una certa visibilità alla categoria sociale che lui ha scelto di discriminare.

Pure io, senza rendermene conto, ho sempre discriminato alcune categorie sociali. Per esempio non ho mai fatto niente nella mia vita per aiutare i daltonici a vivere meglio. Quando ho scelto i colori per il mio sito Internet, non mi sono certo preoccupato che questi fossero graditi ai daltonici: li ho scelti semplicemente così perché il giallo e il marrone sono colori talmente brutti che nessuno li aveva ancora presi in questa accoppiata. Poi, ma solo per caso, credo che siano colori con cui i daltonici non hanno alcun problema, ma non voglio prendermi meriti che non ho. Giusto per informazione, pare che i daltonici siano il 10% dei maschi, quindi il 5% della popolazione mondiale. Significa che probabilmente a vostra insaputa tra i vostri 5000 amici su Facebook ci siano circa 250 daltonici.

Cosa straordinaria, anche gli omosessuali si dice siano il 10% della popolazione mondiale. Significa che se mai cento uomini leggeranno mai queste parole, è probabile che uno di questi sia un omosessuale daltonico, e che quindi si starà riconoscendo pienamente nelle mie parole.

Le donne sono la popolazione discriminata più grande: il 50%, pensa un po’. Vengono discriminate in mille modi diversi, espliciti, subdoli o canonizzati dalla religione. Su tutte ce ne è una che mi fa pensare particolarmente: più o meno una volta al mese ogni donna fertile deve ricorrere ad un bene di lusso chiamato assorbente. Perché per molti stati, tra cui quello italiano, non sporcarsi i vestiti di sangue è un lusso, e quindi va tassato di conseguenza.

Non ho scritto questo per uno spontaneo spirito di solidarietà verso le prime minoranze discriminate che mi sono venute in mente, ma perché anch’io lo sono, sebbene non daltonico, non donna e probabilmente nemmeno omossessuale. Io appartengo al popolo discriminato dei mancini.

Due parole per i destrimani: noi mancini siamo quella parte di popolazione che preferisce usare l’altra mano per fare molte cose che per voi è talmente scontato usare la destra che sicuramente non ci pensate nemmeno. La sinistra, o mancina, è quella mano che voi usate solo di supplemento all’altra per fare quelle cose che di mani ne servono due, tipo tagliare una bistecca, portare un pacco ingombrante o applaudire. In genere per inquadrare un mancino si pensa alla scrittura, ma ci sono tante altre cose, tipo usare una forchetta per mangiare degli spaghetti, o portare alla bocca una birra. Un destrimane subito penserà:

“che problema c’è? Questi oggetti nun funzionamo con la sinistra?”

Purtroppo no: c’è sempre qualcosa che non va. Il boccale di birra per esempio: tutte le volte che c’è un manico, il boccale è asimmetrico:

Certo, ci sono le litre tedesche che hanno la scritta opposta al manico, e che scontentano tutti. Ma negli altri casi, quando è un mancino a bere la marca della birra sta dalla parte sbagliata. Se voglio ricordarmi quello che sto bevendo devo girare il boccale, o bere a testa in giù.

La penna e la forchetta sono simmetriche, in genere. Mica sempre. Il problema però è che devono interagire in condizione di forte asimmetria: la penna impugnata dal mancino non viene trascinata gentilmente sul foglio, ma viene spinta verso di esso, a meno di torsioni assurde del polso. Se è una stilografica si rischia l’allagamento ad ogni parola. La forchetta impugnata con la sinistra tende ad andare addosso alla forchetta del destrimane alla nostra sinistra, che ci guarderà come dei petetici reietti ad ogni gomitata.

E così via: ogni volta che un oggetto non è perfettamente simmetrico o non opera in condizione di simmetrica, significa che l’hanno studiato per i destrimani, alla faccia del 10% degli altri.

C’è un oggetto che è la personificazione di tutta la malvagità della discriminante classe dominante dei destrimani: le forbici. Le forbici hanno sempre la lama superiore a destra, quindi significa che se la impugno con la sinistra non vedo quello che sto tagliando. Non pago di questa malvagità, un bel giorno un ingegnere ha pensato bene di inventare le forbici sagomate, quelle per cui il buco grosso del pollice prevede un angolo di ingresso preciso, tipo che se sei mancino o ti trapianti il pollice al posto del mignolo, o ti rassegni ad usare la mano diritta.Alla fine cosa succede? Che noi mancini ci rassegnamo ad imparare ad usare anche l’altra mano e l’altro piede un po’ per tutto:

  • nutrirci
  • ritagliare
  • schiacciare bottoni su diaboliche impugnature ergonomiche
  • premere acceleratori
  • girare manopole del gas di moticiclette
  • suonare campanelli di biciclette, a meno di non voler sollevare tutta la mano dal manubrio per tirare la levetta
  • muovere e cliccare mouse
  • allacciarci bottoni
  • aprire scatolame di latta
  • suonare il piffero. Già: l’ultimo buco, quello per il mignolino, è spostato da un lato, per aiutare un po’ i destri

eccetera, più a fare male altre cose che proprio non si può usare la destra, come scrivere.

In un mondo ostile si affinano le capacità. Se ad un destro dovessero amputare la sua mano prediletta, probabilmente morirebbe di fame e di stenti nel giro di poco. Noi mancini ce la caviamo decentemente con tutte e due le mani a fare tutto. Ma non perché siamo dei geni, ma solo perché viviamo in un mondo costruito al contrario, e ci siamo adattati nostro malgrado.

A volte però girano un po’ le scatole, soprattutto se si ha appena finito di ritagliare un centinaio di cartoncini natalizi per dei regali di natale. Perché va bene tutto, ma ad ogni cartoncino si tratta di dover scegliere ogni volta tra ritagliare male e far fatica per un uso improprio delle forbici. Quindi cosa si fa? Si va su Amazon, dove c’è questo capolavoro della discriminazione destrimane:

cioè: vendono un paio di forbici per mancini, ma che comunque esiste nella versione per destri. Solo che quella per descrimani costa 5,53 euro, mentre quella per mancini costa 7,88 . Ho fatto i calcoli: è 42,5% in più. Che poi dico: se anche facevano a meno di farla, la versione per destri, sono certo che i destrimani bisognosi di ritagliare potevano accontentarsi senza troppi problemi delle migliaia di altri modelli di forbici presenti fatti apposta per loro. Invece no: devono avere anche le mie forbici per mancini, ma in versione destra e ad un prezzo di molto inferiore.

Ecco, tutto qui: non ho altro da aggiungere. Anzi no, un’ultima cosa: qui , sul sito di Mondo Mancino, c’è un elenco di personaggi mancini famosi. Roba grossa, tipo Leonardo da Vinci o Einstein, più tutti i musicisti e gli sportivi più meravigliosamente sublimi della storia. Purtroppo i destrimani non sono così organizzati e non hanno ancora registrato il dominio mondodestro.com . Il giorno che lo faranno potranno compilare una lista anche loro e metterci nomi del calibro di Adolf Hitler, Torquemada, Federico Moccia, Carlo Giovanardi e Pol Pot. Alla faccia della mano del diavolo.